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Nuova legge sulla successione

Il 6 maggio 2015 è entrata in vigore la Legge n. 44 che disciplina il “prestito vitalizio ipotecario” importato dal mondo anglosassone, dove è conosciuto con l’espressione “reverse mortgage”.  È una particolare tipologia di finanziamento senza rate, destinato a persone fisiche con più di 60 anni di età con un titolo di proprietà su un immobile residenziale, nato appositamente per le esigenze finanziarie della popolazione di età avanzata, come appunto è anche quella italiana. All’anziano viene concesso un finanziamento a fronte dell’iscrizione di un’ipoteca sulla casa di proprietà (che dunque l’anziano non è costretto a vendere, potendo continuare a viverci serenamente), pari mediamente al 30% del valore dell’immobile, mentre la restituzione del capitale e degli interessi è a carico, in tutto o in parte, degli eredi dopo il decesso di chi ha contratto il mutuo. Il prestito vitalizio è assistito da un’ipoteca di primo grado sull’immobile e non prevede rimborsi, nemmeno per gli interessi, fino alla morte del contraente: spese e interessi vengono capitalizzati e sono dovuti solo alla scadenza. Il rimborso, a meno di rimborso volontario anticipato da parte del sottoscrittore, è dunque a carico degli eredi, in un’unica soluzione, normalmente entro i 10-12 mesi successivi alla scomparsa del contraente. Gli eredi hanno due possibilità: se vogliono conservare l’abitazione possono rimborsare il debito con i relativi interessi maturati, oppure l’abitazione potrà essere venduta.

Per un giovane diventa oggi fondamentale poter ricevere una parte dell’eredità, avere le risorse necessarie, quando sta progettando il proprio futuro: ad esempio l’iscrizione ad un’università prestigiosa, l’acquisto di un immobile, oppure di una licenza commerciale, o ancora l’inizio di un’attività economica in proprio. È infatti a questo punto che i nonni o i genitori possono intervenire anziché rimandare tutto al “post mortem” quando il destino dei figli e dei nipoti sarà magari irrimediabilmente segnato.

Dei 5 mila miliardi del patrimonio immobiliare italiano circa il 60% è in mano agli over 65. Nell’arco dei prossimi 15 anni un quinto dell’intera ricchezza del Paese, 12 miliardi di euro solo in Lombardia, sarà trasferito “mortis causa”. Diventa dunque importante pianificare per tempo la successione, soprattutto per cautelarsi da una tassazione che in Italia si preannuncia in crescita, anche per allinearsi alle normative degli altri Paesi. Nessuno, infatti, vorrebbe che il proprio patrimonio, costruito con grandi fatiche, fosse intaccato da importanti prelievi fiscali in fase di successione. E nemmeno che fosse motivo di lunghe liti tra eredi. Pianificare la successione significa evitare molti problemi e molte spese, anzi, beneficiare di molteplici vantaggi, evitando imposte ove possibile (attraverso strumenti esenti), impedendo liti tra parenti, trasmettendo il patrimonio, oppure l’azienda con continuità e senza traumi.

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