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Il mondo digitale del “big data” cambierà per sempre le tariffe assicurative auto

Lo storico bonus/malus sembra destinato ad andare in pensione: da sempre le compagnie assicurative costruivano le loro proposte su pochi parametri quali età anagrafica, sesso, città di residenza e tipo di auto utilizzata. E soprattutto il numero di incidenti avuti. Da decenni nelle assicurazioni auto vale il fenomeno della “mutualizzazione”: chi paga di più sovvenziona chi paga di meno.

Ma il digitale, il cosiddetto mondo del “big data”, cambierà le regole del gioco per parametrare il premio pagato al rischio effettivo basato sullo stile di guida e i percorsi abituali effettuati con la propria auto. Una ricerca internazionale svolta da Deloitte in 11 Paesi e su 15 mila clienti ha stabilito che entro il 2020 il 17% del mercato sarà costituito da assicurazioni telematiche con un valore superiore ai 15 miliardi di euro, di cui 3 miliardi  e mezzo in Italia. Nel frattempo ci sono decine di dati da raccogliere per misurare il nostro effettivo rapporto con l’automobile: gli orari in cui la macchina viene utilizzata, le distanze percorse, lo stile al volante, le frenate e le accelerazioni. Dati che un algortimo potrebbe poi tradurre in un indice di rischio, come farà appunto la start-up inglese MyDrive appena acquistata dal gruppo Generali. Ma in America è già disponibile “Metromile”, un dispositivo wireless che installato nel veicolo tramuta automaticamente i chilometri percorsi nel canone assicurativo da versare. I dati potrebbero già essere raccolti dalle scatole nere (in Italia sono ben 4 milioni e mezzo) installate sulle auto e di fatto si aprirebbe un rapporto nuovo fra la compagnia assicurativa e il cliente, non più impostato attorno al prezzo migliore ma all’insegna di una segmentazione reale della clientela, con l’indice di rischio individuale e pre-determinato.

Il Mobile Experience lab del MIT, il prestigioso Massachussets Insitute of Technology di Boston, è guidato dall’italiano Federico Casalegno e sta lavorando da tempo sul futuro della mobilità e dunque delle relative assicurazioni. Immaginiamo un incidente dove l’auto in pochi istanti calcola da sola l’ammontare dei danni, lo comunica e comincia a negoziare il miglior prezzo e l’officina per la riparazione, inviando nello stesso tempo la denuncia del sinistro. Casalegno spiega che: “sarà questo l’effetto dell’utilizzo dell’enorme mole di dati che si possono catturare dalla realtà che ci circonda attraverso sensori che inviano continuamente e direttamente informazioni ai server di rete”.

Siamo pronti per affrontare le sfide della tecnologia? Certamente sì se questo significherà anche un notevole risparmio come spesso ha garantito l’innovazione digitale.

 

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