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Il mendacio bancario deve valere anche per le banche, non solo per i suoi clienti.

L’ha chiesto tempo fa Antonio Patuelli il presidente dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, in un’intervista al quotidiano il Mattino: fare eccezione alla legge sulla privacy e rendere noti i primi 100 debitori insolventi delle banche che sono state salvate. “Io chiedo a titolo personale che vengano resi noti i primi 100 debitori insolventi delle banche che sono state salvate. E per farlo, penso al varo di una norma di legge sia per le banche risolute sia per quelle preventivamente salvate dallo stato. Bisognerebbe cioè fare un’eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo stato o le altre banche e i risparmiatori”, afferma Patuelli. “Una norma come quella proposta farebbe più chiarezza e contribuirebbe anche a evidenziare più facilmente i casi di violazione di una norma che si chiama mendacio bancario, attualmente vigente e che si verifica quando qualcuno prende in prestito dei quattrini raccontando cose false alla banca a cui li chiede in prestito”. 

Le banche italiane si trovano a dover affrontare oggi una ristrutturazione radicale, in termini di organizzazione, specializzazione, integrazione informatica, anche perché c’è un’atomizzazione di istituti che porterà inevitabilmente ad altre fusioni e acquisizioni da parte dei gruppi internazionali. Molte banche italiane di medie dimensioni, dopo il loro crollo in Borsa, sono sulla lista di operatori specializzati esteri che attendono il momento più opportuno. E nel frattempo cosa insegnano gli scandali del Monte dei Paschi, della Banca Popolare di Vicenza, di, Cariparma, Popolare Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti e Banca Marche? Dobbiamo aspettarcene altri? Cosa succederà ai banchieri fraudolenti, agli industriali e imprenditori che hanno ricevuto finanziamenti allegri, senza garanzie? Attendiamo il lavoro delle solite commissioni d’inchiesta, giudiziarie, parlamentari, bancarie? 

Nel frattempo a Francoforte e Bruxelles le regole sono cambiate: le banche possono fallire. Pagano nell’ordine: azionisti, obbligazionisti e…i clienti! Si chiama Bail in. I clienti  risponderebbero con i depositi superiori a 100 mila euro, perché fino a quella cifra garantisce, in teoria, il Fondo interbancario di tutela dei depositi. In teoria. Peccato che a giugno 2014 i depositi rimborsabili risultavano essere (nel totale depositato presso le banche italiane) 508 miliardi di euro, a fronte di accantonamenti disponibili per appena 1,66 miliardi di euro, che corrispondevano ad appena lo 0.30% dei fondi rimborsabili. E la situazione non è certo migliorata negli ultimi due anni. 

“Il Fondo interbancario depositi ha esaurito le proprie risorse, anche per il contributo al rimborso degli obbligazionisti delle quattro banche salvate”. Lo ha detto il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone lo scorso maggio. Il recente decreto per gli indennizzi, infatti, “attinge alle disponibilità del fondo interbancario dei depositi” ha spiegato Maccarone.

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